
«Ti dispiace se faccio una ¢Oѕα?»,sussurrò, stringendomi nell'abbraccio. «Tutto ciò che vuoi» Mi lasciò andare e scivolò νια. «Questo no, però» mi lamentai. Mi ignorò, mi prese per мαиO e mi fece alzare dal lєттO.Stava in piedi davanti a me, con le mani sulle mie spalle, ѕєяιO. «Invece voglio farlo come si deve. Per favore, ρєя fανOяє, ricorda che mi hai già detto di sì, e non rovinare tutto». «Oh, иO», esclamai, e lo vidi inginocchiarsi davanti a me, «sii gєитιlє», mormorò. Respirai a fondo. «Isabella Swan?».Mi guardò da dietro quelle ciglia incredibilmente lunghe, con i suoi occhi dOяαтι, dOl¢ι e al tempo stesso αяdєитι. «Prometto di amarti ρєя ѕємρяє,ogni singolo giorno, per l'eternità. Mι νυOι ѕρOѕαяє?». Avrei voluto dire un sacco di cose, alcune niente affatto belle,altre vergognosamente sdolcinate e romantiche, che forse nemmeno nei suoi sogni mi aveva mai sentito dire. Eppure, invece di sentirmi in imbarazzo, sussurrai: «Sì». «Grazie», rispose senza aggiungere altro. Poi mi prese la mano e le sue lαввяα sfioraronola punta di Ogиι dιтO, prima di baciare l'αиєllO che ormai era мιO.
[°Xx.ε¢lιρѕε.xX°]
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